Gastronomia: condivisioni intellettuali, piaceri della gola

“Attorno al 1825, l’ umanità occidentale stabilisce un duplice repertorio di conquiste, di valori: da un lato le scoperte chimiche ( garanti del processo industriale e della trasformazione sociale ), dall’ altro la grande avventura simbolica”. In un tale contesto Brillant-Savarin non può non distinguere tra i piaceri del mangiare e i piaceri della tavola: ” Il piacere di mangiare è la sensazione attuale e diretta di un bisogno soddisfatto. Il piacere della tavola è una sensazione riflessa che nasce dalle diverse circostanze legate ai fatti, ai luoghi, alle cose e alle persone che accompagnano il pasto”. Brillan-Savarin ha codificato il nuovo corso del panorama storico e culturale legato alla gastronomia.

Si conferma insomma che il piacere della gola è sopratutto un piacere del cervello, mentale e intellettuale, che pretende partecipazione immaginativa nel consumatore, un piacere prossimo al sogno più che all’ esperienza…

 

…come ben sa e dice Brillat-Savarin: ” L’ appetito ha qualcosa in comune col sogno, perché è al tempo stesso memoria e allucinazione… Quando ho voglia di qualcosa, non immagino forse me stesso nell’ atto di mangiarla?

Non c’è forse, in questa immaginazione predicente, tutto il ricordo dei nostri piaceri anteriori?”   Folco Portinari, tratto da “Il piacere della gola”.

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