Ospite sul blog: Lei

partecipa con….”il suo punto di vista”.

Lei: diario di una principiante

 Sempre vissuta tra i fornelli di casa o dell’azienda, però sempre visti solo da lontano….fino ai 15 anni, dove ho dovuto cimentarmi con il primo piatto di pasta.

 Gran parte della teoria l’avevo assimilata vedendo gli altri cucinare, però che dubbi…. quanto sale ci va nell’acqua? Come faccio a capire quando la pasta è cotta? Ho sempre avuto un palato attento ai sapori e alle consistenze e questo con un po’ di intuito mi ha aiutato nella mia prima impresa. Per preparare il mio primo piatto di pasta, ho assaggiato….ho assaggiato l’acqua, ho assaggiato la pasta e ancora un altro pezzo di pasta. Ce l’ho fatta; era mangiabile. Da li il passaggio successivo è stato il risotto, che ho imparato a fare seguendo le indicazioni telefoniche della mamma…e l’ho insegnato a fare a mio fratello. Io chiusa in bagno che mi preparavo per uscire e lui ogni 5 minuti a bussare e chiedere: “Ora cosa devo fare?”. Lui poi ha continuato a sotenere di non aver mai mangiato un risotto buono come quello. Mah, sarà!. Certo però che se non hai occasione di imparare in famiglia, solo un corso ti può salvare! Ci sono meravigliosi libri di cucina con ricette complicatissime, ma dove andare a vedere come preparare l’ABC? Un piatto di pasta appunto, una sugo, un pollo,….Ora c’è qualcosa su internet, però come si fa a mettere un computer tra i fornelli, l’acqua e quel milione di cibi che non aspettano altro di cadere sulla tastiera del tuo portatile?!

 Comunque qualche anno è passato e le mie capacità in cucina si sono un po’ evolute. Ci sono stati periodi sperimentali dove provavo ricette e idee nuove e momenti dove puntavo alla mera alimentazione. Poi ho trovato un grande ostacolo…invitare a cena Filippo Crippa. Non avevo mai cucinato per uno chef! Da dove iniziare…..tra l’altro ero in un periodo dove il mio scopo era alimentarmi e avevo perso il mio allenamento sperimentale. Anche in questo caso ho iniziato con un piatto di pasta, era al pomodoro fresco e una torta di mele. 

Poi, da pignola nei confronti del “mio lavoro”, appena si è seduto a tavola ho iniziato la mia analisi “del gusto” con l’ intercalare dei difetti sui cibi da me cucinati. Ho fatto tutto da sola! Come fossi in difesa da un suo imminente e “straripante giudizio critico” sulla tecnica e sul sapore dell mia preparazione culinaria. Ero quasi nel panico vedendolo affrontare il primo boccone…. La risposta a tutto è stata un suo gran sorriso di apprezzamento per quel semplice regalo!

Scrivi un commento

Il commento sarà pubblicato solo dopo la moderazione.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>