Filosofia in cucina

Il cibo e il vino si trasformano e diventano strumento aggregativo/emotivo.
La natura detta le sue regole e si esprime in tavola.
La stagioni son sovrane e i cibi prendeno le forme con semplicità e in armonia con esse.
E’ un susseguirsi di profumi e note di colori al nascere del sole, freschi esuberanti e pastelli accesi alle ultime luci.
La cucina è il territorio dove nasce.
In cucina si imparano le tradizioni, le culture e si esprimono gli estri creativi.
Oste, avventori, garzoni, cuochi, camerieri, amici, nemici si accompagnano e si uniscono e vivono attravero agli strumenti che ingredienti freschi e mani capaci sanno offrire.
L’alchimia che si crea unisce e, nel piccolo grande periodo della frequentazione della tavola, dissolve ogni sorta di disturbo tra le persone con spavalda aria guascona.

Primavera:
Fiori e germogli al fresco di cime innevate.

Estate:
Frutta e verdure che leggerezza all’ aria marina.

Autunno:
Colori accesi provocazioni del bosco.

Inverno:
Cotture lente al ceppo sfavillante dolci succulenze.

Ogni ingrediente ha il suo momento.
Tutti gli ingredienti seguono le stagioni: dalla caccia alla pesca, dalla frutta alla verdura.
Ogni ricetta si colloca e si elabora al momento regolato dalla stagione in cui nasce e finisce.
Culture, tradizioni e folclore si susseguono al susseguirsi delle stagioni.
Così deve essere anche per la vera cucina e su queste regole sviluppiamo l’ arte culinaria.

Vivaldi “Le quattro stagioni”

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